EASY. 

Sono uno facile da capire, non giro intorno ai discorsi con le parole. Vado dritto al punto, e anche le volte che sto zitto basta guardarmi in faccia per comprendere quale sia la mia opinione o il mio pensiero in merito ad una certa cosa. 

A volte, addirittura, i miei silenzi parlano. 

“Parla, cos’hai in quella testa che racchiude un mondo? Cosa stai pensando?” 

È così che mi dice quando arriva, magari inaspettato, uno dei miei silenzi. E allora io parlo, tiro fuori un fiume di parole, oppure ne bisbiglio solo un paio. Non fa differenza però, perché ha capito perfettamente cosa intendo dire. 

Parole, silenzi, sguardi e gesti che spiegano con esattezza, che fanno intendere, capire quello che sto provando. 

Sono emozioni, che si esternino sotto forma di un discorso o standosene zitti, distogliendo lo sguardo o puntando gli occhi dritto verso la fonte di chi le suscita, con una lacrima che scende lungo la guancia e si infrange sul piano del tavolo o con un sorriso, che lo si faccia con una carezza o attraverso un ringhio di aggressività… Bisogna rispettarle.

Perché senza emozioni non si vive. 

Sono uno facile da capire, ma non per tutti. 

@immaginoleggero 

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